"Click & Smile", apertura sportello di ascolto per uomini maltrattanti

Su richiesta del prof. Domenici, primario del reparto pediatrico dell’ospedale di Lucca, l’Associazione Culturale Photolux è stata coinvolta nella realizzazione di un progetto a scopo benefico che vedrà la luce nel 2014 e che, attraverso la fotografia, vuole contribuire all’attivazione di uno sportello di ascolto per uomini maltrattanti.

Il progetto consiste nel coinvolgere più fotografi a livello nazionale che, a titolo gratuito, si rendano disponibili a diventare tutor di ragazzi che vivono in condizioni di disagio, sia esso fisico o psicologico. Tali fotografi, in collaborazione con associazioni o enti operanti a livello sociale, insegneranno ai ragazzi a fotografare e realizzeranno così un percorso che, nelle intenzioni, sarà non solo fotografico ma anche di crescita personale, sia a livello culturale che di integrazione.

La finalità del progetto è quindi, in realtà, duplice: da una parte contribuire all’attivazione di questo sportello, dall’altra aiutare quei ragazzi che svilupperanno il progetto fotografico sotto la supervisione di esperti fotografi. Si cerca così di attivare un ciclo di rinnovamento positivo: l’aiuto per questi uomini maltrattanti verrebbe proprio da chi non ha, o non ha avuto, la possibilità di vivere la propria infanzia e/o la propria adolescenza serenamente.

I lavori dei ragazzi andranno a formare una mostra collettiva che partendo da Lucca, sarà in esposizione in tutte le città in cui hanno sede le Associazioni Non Profit coinvolte. Lo scopo sarà quello poi di vendere le fotografie ed utilizzare il ricavato per finanziare la struttura di accoglienza.

Ci siamo già attivati per la ricerca di sponsor che finanzino l’intero progetto per la copertura delle spese che saranno necessarie per l’acquisto delle macchine fotografiche da dare ai ragazzi, per la realizzazione delle stampe e del catalogo. Al momento non abbiamo ancora trovato chi finanzierà il progetto ma confidiamo nella buona volontà di chi è sempre attento e sensibile a questo tipo di progetti. Di seguito i dettagli della realizzazione del progetto.

Introduzione

La violenza maschile contro le fasce deboli della popolazione (donne, bambini, anziani, discriminati per motivazioni etniche, religiose, sessuali) è commessa in tutti i paesi Europei e del mondo e costituisce un problema serio e diffuso.
Gli Stati membri di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite ed il Consiglio d’Europa sono tenuti, in virtù di legislazioni nazionali ed internazionali, a esercitare la dovuta vigilanza al fine di contrastare, prevenire, indagare e punire atti di violenza che siano esercitati dallo stato o da privati e di fornire protezione alle vittime.

All’interno delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa si indirizza specificamente la questione dei programmi per maltrattanti invitando gli stati membri a:
1) Organizzare interventi e programmi volti ad incoraggiare gli autori della violenza, ad adottare un comportamento non violento, aiutandoli a diventare consapevoli delle loro azioni ed ad assumersi le loro responsabilità.
2) Dare la possibilità agli autori di violenza di seguire un programma di trattamento, non come alternativa alla sentenza di condanna, ma come misura aggiuntiva volta a prevenire futura violenza. La partecipazione a tali programmi dovrebbe essere offerta su base volontaria.
3) Considerare la costituzione di centri di sostegno per uomini violenti specializzati e con approvazione istituzionale, gestiti da ONG in collaborazione con altre risorse disponibili.
4) Assicurare cooperazione e coordinamento tra programmi di intervento rivolti agli uomini e quelli che lavorano per la tutela e la protezione delle donne.

 

Obiettivi

L’obiettivo del lavoro con uomini maltrattanti è quello di eliminare la violenza maschile sulle fasce deboli della popolazione attraverso la promozione di programmi di cambiamento rivolti a maltrattanti, il miglioramento della sicurezza delle vittime della violenza e l’impegno nel promuovere il cambiamento sociale.

I maltrattanti difendono strenuamente la loro violenza attraverso la negazione, la minimizzazione, la colpevolizzazione della vittima, giustificando e razionalizzando il loro
comportamento. Possono dare la colpa a specifiche interazioni disfunzionali della relazione di coppia, a fattori di stress o a traumi pregressi. Come conseguenza di questo, appaiono spesso logici e razionali e possono essere molto convincenti rispetto alla loro innocenza. Il maltrattamento è frutto di scelte degli uomini che usano violenza, anche se può apparire come una reazione abituale fatta senza pensare. I maltrattanti devono scegliere di essere non violenti e non abusivi per poter assicurare sicurezza per le loro compagne/vittime.

I programmi di cambiamento per maltrattanti rappresentano un anello di un insieme di interventi differenziati e multidisciplinari che devono far parte di una risposta sociale complessiva per terminare la violenza contro le donne.

Metodologia

Gli interventi avranno come finalità primaria l'interruzione della violenza e dell'abuso e mireranno al cambiamento della persona violenta.
La metodologia dello Sportello Ascolto includerà sia interventi individuali in una prima fase del trattamento, sia programmi in gruppi di auto-aiuto, moderati da due operatori ( un uomo ed una donna).
I programmi in gruppo per maltrattanti sono più efficaci come tipologia di intervento perché i gruppi forniscono maggior materiale per mettere in discussione le credenze e riportare alle responsabilità personali rispetto al lavoro individuale, e sono più efficaci nel diminuire l’isolamento sociale del maltrattante e la sua dipendenza dalla compagna.

Volontari, personale e tirocinanti che lavorano allo sportello incoraggeranno gli uomini ad essere consapevoli e rendersi conto dei propri atteggiamenti legati al potere ed al controllo in modo continuativo.

Tale metodologia richiede che le attività svolte allo Sportello Ascolto siano in rete con tutte le istituzioni e gli organismi operanti sul territorio. Pertanto si impegna a stabilire rapporti di collaborazione con i Centri Antiviolenza locali, i Servizi socio-sanitari, le ASL, i Tribunali, le FF.OO, la Procura.

Formazione Operatori

L’attività dello Sportello Ascolto richiede una formazione specifica sia per gli operatori di prima accoglienza che per quelli che sosterranno colloqui individuali e di gruppo.
Pertanto gli operatori riceveranno una formazione specifica presso uno dei Centri di ascolto per uomini maltrattanti già attivi sul territorio nazionale che dovrà includere:
• Formazione specifica sulla violenza di genere e domestica
• Meccanismi di difesa dei maltrattanti che includono la distorsione, la negazione, la manipolazione e la presentazione falsata dei fatti legati alla violenza e dell’esperienza della partner/vittima
• Questioni legali rilevanti
• Uso di sostanze, psicopatologia e questioni legate alle famiglie di origine e il rapporto con la violenza domestica

• Sicurezza delle donne, dei bambini, degli anziani, dei discriminati
• Effetti a breve e lungo termine del maltrattamento sulle vittime
• Riflessione sul proprio rapporto con i ruoli e le identità di genere, sulle proprie

tendenze verso comportamenti violenti ed autoritari, consapevolezza della propria storia di violenza, impegno per relazioni libere da violenze e centrate sull’uguaglianza e la condivisione.

Al fine di far conoscere il progetto si prevede la presentazione dello Sportello Ascolto attraverso un’iniziativa pubblica.

 

I fotografi che hanno aderito all’iniziativa e che hanno coinvolto varie associazioni od Onlus operanti sul territorio sono:

  • Gianni Berengo Gardin, che opererà a Milano;

  • Ivo Saglietti, a Genova;

  • Sara Munari che opererà Lecco;

  • Enrico Minasso ad Aqui Terme;

  • Massimo Mastrorillo a Roma;

  • Antonella Monzoni, Modena;

  • Alessandro Toscano, Cagliari;

  • Lauro Dini, Lucca;

  • Cosmo Laera, Alberobello.

    Le Associazioni:

  • A&I–Milano

  • Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica “Apollo” - Alberobello

  • Centro La Rosa – Lecco

  • Cooperativa Sociale Alice onlus – Sangano (TO)

  • Fondazione Orione 80 – Onlus - Formigine (MO)

  • Centro O.A.M.I San Giuseppe 15011 Acqui Terme (AL)

  • U-BOAT Lab – Associazione culturale senza scopo di lucro attiva tra Cagliari, Genova, Milano e Bologna.

  • Villaggio del Fanciullo - Lucca